Nel lontano 2016, la Marvel Cinematic Universe fece impazzire i fan di tutto il mondo con l’uscita delle sale di quello che ad oggi viene considerato uno dei migliori film dei supereroi esistenti al mondo. Stiamo ovviamente parlando di “Capitan America: Civil War”!!
Raffigurata come la “guerra civile dei supereroi Marvel”, il film ci presenta le conseguenze che le azioni degli Avengers hanno sul mondo circostante, in particolare in seguito alla distruzione di Sokovia (avvenuta durante gli eventi di “Avengers: Age of Ultron”), e come tali eroi devono adesso essere “messi in riga”: nascono così gli Accordi di Sokovia, stipulato dalle Nazioni Unite, basati su una decisione di accordo che permetta loro di monitorare e di decidere quando richiedere l’intervento degli Avengers, nel tentativo di evitare altre catastrofi.
Cosa senz’altro innovativa, mai vista in nessun’altro film dei supereroi, dove siamo abituati a vedere gli eroi combattere contro i cattivi, distruggendo mezza città nel mentre, per poi vedere tale città ricostruita magicamente e tali eroi non ricorrere in nessuna responsabilità per averne causato la distruzione. E, ammettiamolo, in quanti come me si sono ritrovati almeno una volta a prendere in giro la cosa, del tutto non-sense, con frasi come “sì sì, sono tutti salvi, poi non hanno dove vivere perché gli avete distrutto tutto, ma, ehi, almeno il cattivo l’hanno acciuffato, eh!”... o qualcosa del genere. In questo senso, possiamo dire che “Capitan America: Civil War” rinnova la figura del supereroe, sottolineando finalmente come, solo perché ci salvano la vita da una minaccia x, questo non significa che possono farci crollare la casa addosso nel mentre. Va bene che ci volete tutelare, ma fatelo bene please!
Ma ecco come una semplice questione fa scoccare la prima scintilla di quella guerra civile di cui assisteremo nel corso del film: mentre Tony Stark, alias Iron Man, sostiene che una proposta del genere sia giusta, ponendosi dunque come voce della ragione per la prima volta in vita sua (seppur molto smosso dai suoi sensi di colpa per la creazione di Ultron, e di conseguenza per la distruzione di Sokovia), Steve Rogers non è infatti d’accordo, in quanto, non solo è diffidente dei governi in seguito alla caduta dello SHIELD (successa durante gli eventi di “Capitan America: The Winter Soldier”), ma ritiene inoltre che gli Avengers debbano essere liberi di prendersi le proprie responsabilità e di decidere secondo la propria volontà.
Cosa più che giusta, che dobbiate essere liberi di fare le vostre scelte ecc., per carità.... Però, sai com’è, nel momento in cui siete liberi e causate devastazioni ovunque andiate, un po’ di monitoraggio in più per motivi di sicurezza altrui non sarebbe tanto male eh. Per dire.
La fiamma vera e propria della guerra scoppierà però in seguito, quando, durante la firma degli accordi a Vienna, un’esplosione fa crollare tutto. Tuttavia, non è la bomba in sé a far traboccare l’ultima goccia dal vaso. Bensì, lo è il fatto che la bomba è stata apparentemente piazzata niente di meno che da Bucky Barnes, alias il Soldato d’Inverno, nuovamente intrappolato nella figura del “cattivo non per scelta”, che agisce secondo la volontà e in conseguenza alla tortura psicologica adoperata su di lui da parte dell’HYDRA per moltissimi anni.
Ed è nel momento in cui Steve si oppone alla decisione degli Avengers di catturare Bucky, in favore di aiutarlo a rintracciare gli altri soldati d’inverno in Siberia creati anche loro dall’HYDRA, che la guerra scoppia!!
Insomma, c’è da dire che per essere il suo migliore amico, Bucky fa di tutto per rendere la vita di Steve facile comunque, lui che combina guai come se non ci fosse un domani e l’altro che puntualmente si deve fare il mazzo per non solo farlo catturare ma pure per aiutarlo. I migliori amici veri questi, che bello...
La forza di “Capitan America: Civil War”, tuttavia, più che basarsi sulla trama in sé, pone il suo punto di forza sulla costruzione di un universo cinematografico, costituito da personaggi provenienti da film diversi, che risulta fermamente solidissimo. Il film, infatti, si configura come il raggiungimento di tutto un’insieme di elementi narrativi in un unico centro, che accomuna tutti i protagonisti.
Certo, non è la prima volta che questo succede, basti pensare ai primi tentativi costituiti dai successi di “Avengers” e “Avengers: Age of Ultron”, ma possiamo dire che è la prima volta che lo spettatore si affaccia nella direzione di una costruzione definitiva dell’universo cinematografico Marvel.
Questo, come già accennato poco fa, grazie alla presenza di ben 12 supereroi su un unico grande schermo. Tutto ciò sarebbe però potuto risultare in un grande flop, poiché è oggettivamente impossibile poter approfondire al 100% ciascun personaggio all’interno del film, correndo dunque il rischio di far troppo risaltare i tre personaggi principali (Steve, Bucky, e Tony), e di conseguenza lasciare tutto il resto come superfluo, sullo sfondo, alla pari di comparse e niente più.
Pericolo che per fortuna i fratelli Russo sono riusciti a schivare, riuscendo a caratterizzare perfettamente ciascun personaggio, assegnando loro anche solo due o tre scene di maggiore impatti e qualche frase significativa per riuscire a valorizzarlo e a raccontarlo, facendo uso di quella genialità che ha sempre contraddistinto i fratelli Russo nel mondo dei cinecomics.
Esempio di ciò sono Wanda e Visione, con piccole scene che ci mostra come il rapporto tra i due va man mano costruendosi. Ma il loro ruolo nel film non si limita a mostrarci i piccoli segnali di ciò che sarà una delle più belle ma allo stesso tempo tragiche storie d’amore dell’universo Marvel. Entrambi prendono parte alla guerra civile in corso, schierandosi su due fazioni differenti, la cui scelta però ci viene spiegata attraverso dei dialoghi all’apparenza forse banali a primo impatto, ma che analizzati fa capire l’agire e il perché di tale scelta. Mentre Visione, infatti, decide di schierarsi dalla parte di Tony poiché il suo cervello la percepisce come la scelta più logica, Wanda si schiera dalla parte di Cap in quanto l’unico che, oltre a Visione, non ha paura di lei, né la tratta con diffidenza, come invece è il caso di Tony, che “per sicurezza” decide di trasformarla in Rapunzel, sotto la supervisione di Visione stesso.
Devo dire che tenere qualcuno prigioniero contro la propria volontà è la scelta giusta per cercare di tenerselo buono solo perché potrebbe distruggerti con un movimento di mani. Davvero molto sensato, Tony, ti faccio i miei complimenti...
Sempre a tal proposito, potremmo altrettanto parlare di Falcon e War Machine. I due, infatti, da sempre considerati come gli “aiutanti” rispettivamente di Cap e di Tony, non prendono una decisione basata semplicemente sul fatto che “il mio leader è di quella fazione, allora vado là”. Assolutamente no! Finiranno comunque per affiancarli, è vero, ma ci viene mostrato come sarà comunque una scelta loro, scaturita da un pensiero loro, che decidono di affiancare i loro “capi” perché LORO pensano che abbiano ragione e che sia giusto così. Ciò riesce inoltre a mostrarci la loro “indipendenza” e il loro essere alla stregua di qualunque altro Avenger.
Per di più, al conflitto prenderanno parte anche due new entry: Black Panther!! (interpretato da Chadwick Boseman)... e Spider-Man!! (interpretato da Tom Holland). Entrambi facente parte del team di Tony, ai due viene dato uno spazio abbastanza ampio all’interno del film, quasi alla stregua dei protagonisti. Questo al fine di poter creare un buon primo impatto con i personaggi, ci vengono dunque presentati i loro caratteri, il loro modo di pensare e di agire, al fine di prepararci per i loro film stand-alone.
Ciò si configura anche con le motivazioni che spingono entrambi a scegliere la fazione di Iron Man:
Da una parte abbiamo Spider-Man, che ci viene presentato come un ragazzino dalla grande genialità, smosso dal desiderio di impressionare il signor Stark, mostrando una certa superficialità nel non indagare sulle motivazioni del conflitto di cui stava prendendo parte. Tuttavia, questo semplicemente va in linea col fatto che Peter Parker è pur sempre un adolescente, un semplice ragazzo di 15 anni del Queens, che, grato per l’opportunità ricevuta di mostrare il suo valore da supereroe, fa di tutto per non deludere colui che gli ha permesso tutto ciò. E sì, magari non è l’immagine dell’Uomo Ragno che siamo abituati a vedere, ma la dolcezza e l’ingenuità del personaggio di Tom Holland, unite alla gioia di avere finalmente anche il nostro amato ragno all’interno del MCU, ci fa dimenticare tutte quelle piccolissime pecche di cui è caratterizzato.... Poi diciamolo, la scena in cui ruba lo scudo a Cap è EPICA!!!
Dall’altra parte invece abbiamo Black Panther, alias T’Challa, il principe della magnifica terra africana ultra tecnologica del Wakanda. Inizialmente altezzoso e serio, egli decide di unirsi ad Iron Man poiché smosso da un desiderio di vendetta contro il Soldato d’Inverno, che nell’esplosione a Vienna uccise tra tanti anche suo padre, il re T’Chaka. Al contrario degli altri personaggi però, che alla fine del film escono dal conflitto distrutti emotivamente e psicologicamente, T’Challa ne esce più maturo. La guerra civile si configura per lui dunque come una sorta di crescita personale, traendone quella saggezza e quella forza d’animo che gli saranno utili per poter sedere al trono di Wakanda. Come ben dimostra il fatto che, nel momento in cui T’Challa viene a conoscenza del vero assassino di suo padre, egli decide di risparmiarlo, perché convinto che il conflitto abbia già causato parecchio sangue, optando invece di arrestarlo. E niente, non so voi, ma a me piace già solo così.
Altra novità del film sta nell’antagonista. E sì, perché dato che la guerra già era poco di suo effettivamente, doveva pur starci un cattivo di mezzo, mi pare ovvio. Il ruolo del cattivo viene qui affidato a Helmut Zemo (interpretato da Daniel Brühl), un uomo che, in seguito alla morte della moglie e del figlio a Sokovia, decide di vendicarsi degli Avengers.
Zemo è un cattivo unico all’interno dei cinecomics: egli non adopera la sua vendetta attraverso atti di violenza, come ben dimostra il fatto che non vi sia nemmeno una scena nel film che lo veda protagonista di uno scontro con uno degli eroi. Zemo adopera la sua vendetta attraverso delle manipolazioni psicologiche, che riescono nel suo intento di dividere gli Avengers. È lui infatti a far scoppiare la bomba a Vienna e a incastrare perfettamente Bucky dell’accaduto. Così come è lui a mostrare a Tony il video in cui (seppur all’epoca sotto controllo dell’HYDRA) Bucky uccide i suoi genitori, ben consapevole del fatto che ciò avrebbe creato una frattura irreparabile tra Cap e Tony.
Inoltre, possiamo dire che Zemo ha a tutti gli effetti vinto. Pur essendo alla fine stato arrestato, è comunque riuscito a spaccare in due gli Avengers. La guerra civile si sposta dal lato politico al lato personale, motivo per il quale tale conflitto risulta inevitabilmente irrisolvibile. La loro è una rottura che non si può più riparare. È venuta a mancare la fiducia tra i due leader del gruppo. La scelta di Cap di non rivelargli di essere a conoscenza del motivo della morte dei suoi genitori, lascia Tony distrutto, con delle enormi ferite a livello emotivo, causate dal sentirsi tradito da colui che riteneva un amico. È per lui l’ultima goccia che fa traboccare il vaso, e seppur convenendo infine di lasciare andare lui e la sua squadra, Tony decide di rompere ogni rapporto con Steve, non riuscendo più a fidarsi di quest’ultimo (cosa resa magistralmente dal prendersi lo scudo), spaccando così definitivamente la più grande squadra di supereroi esistente al mondo.
La scelta di Tony è del tutto plausibile. E non lo dico solo perché sono Team Iron Man (come lo era Stan Lee del resto, giusto per aggiungere un chicco di curiosità in più che non guasta mai), ma perché è proprio la verità dei fatti. Penso che tutti al posto suo avrebbero reagito come ha reagito lui alla scoperta del fatto che qualcuno di cui ti fidavi non solo ti ha voltato le spalle, ma addirittura ti ha nascosto una cosa importante, mentendoti fino alla fine per giunta. Per non parlare del fatto che, nonostante tutto, decida di prendere le parti di colui che ti ha fatto del male, piuttosto che prendere le tue come avresti ben sperato. E sì, ok, può essere che Steve abbia saputo della cosa solo recentemente, e che quindi ovviamente non abbia avuto il tempo per dirglielo. Ma, ponendo il caso che sia stato così, pensate davvero che glielo avrebbe mai detto, sapendo ciò che ne avrebbe conseguito per il suo “amichetto del cuore”? Io onestamente ne dubito. Può essere pure che, dal suo punto di vista, Steve stava facendo una cosa per lui giusta, ma, alla fine dei conti, è inutile contestare che si trova indubbiamente nel torto. Mi dispiace membri del team Cap, ma è così. Deal with it.
In conclusione, “Capitan America: Civil War” è un film la cui colonna portante sono i rapporti che intercorrono tra i personaggi, rapporti che però alla fine vengono per lo più completamente distrutti. Ma è proprio questo sfracello dei rapporti tra gli Avengers che sarà determinante per il futuro del MCU. Basti pensare all’esito che Thanos otterrà in “Infinity War”, in cui gli eroi perdono proprio perché divisi, per constatare quanto appena detto. E non importa il fatto che alla fine dei conti i rapporti perduti verranno nuovamente saldati nel corso di “Endgame”, perché è propria la frattura interna al gruppo che, pensandoci, sono state le vere cause della vittoria di Thanos. Se non ci fosse stato lo scontro, forse Thanos sarebbe stato facilmente sconfitto subito, non ci sarebbe stato il Blip, e non ci sarebbe la fase 4 per come la conosciamo noi.
Ciò ovviamente non significa che il film sia da buttare. Anzi, “Capitan America: Civil War” è il cinecomics per eccellenza, con la guerra civile dei supereroi che fa da sfondo a ciò che si configura come uno dei prodotti Marvel più belli usciti finora.
E voi, che ne pensate? Vi è piaciuto il film? E,
domanda importantissima.... Team Cap o Team Iron Man?? Fatemelo sapere nei
commenti, e alla prossima!!
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