Recentemente
uscito nelle sale cinematografiche, “Thor: Love & Thunder” ha fatto
molto parlare in questi ultimi giorni, sia in positivo che in negativo.
Io sono
andato a vederlo ieri, e posso dirvi che mi trovo nella “sponda di mezzo”.
È un
capolavoro? No!
Alcune cose
erano del tutto WTF? Assolutamente sì!
Ma... Fa
schifo? No!
È peggio di
“Thor: The Dark World” (come ho sentito dire ad alcuni)? Assolutamente
No!
Onestamente,
solo “L’Incredibile Hulk” di Edward Norton è peggio di “The Dark World”.
È un film
carino, divertente, sulla stessa lunghezza d’onda di “Ragnarok” (più o meno).
Niente di più. Ma è godibile.
Ma vediamo
più nel dettaglio di cosa si tratta.
Ah, vi
avverto, ci saranno SPOILER.
Di certo, la
cosa che più mi ha colpito (oltre alla Valchiria di Tessa Thompson), è la
storia di crescita personale che hanno voluto dare a Thor, una crescita che
(apparentemente) sembra concludersi proprio con questo film.
Vediamo Thor
cercare di ritrovare sé stesso, di superare ciò che nei precedenti film
gli è successo, di trovare la propria pace interiore, nonostante abbia perso
tutto.
E il fatto
che i Guardiani della Galassia (ai quali, come vediamo alla fine di “Avengers:
Endgame”, Thor si unisce) siano presenti sono all’inizio del film, per poi lasciare
spazio al vero protagonista, è una scelta che ho trovato del tutto corretta e
sensata.
Poi, come
hanno concluso il percorso di Thor mi ha fatto abbastanza cagare, ma su quello ci
ritorno dopo.
Altra cosa wow è l’idea del cattivo, Gorr, il macellatore di dei, una versione oscura e creepy alla Pennywise di Luke Castellan (e se non sapete chi sia Luke Castellan, mettetevi all’angolino e vergognatevi).
Le sue
motivazioni sono sensate: uccidere tutti gli dei, dopo una delusione, dopo aver
scoperto quanto egoisti ed arroganti essi siano in verità.
E, dopo aver visto la figlia morire davanti ai suoi occhi, chi non perderebbe la lucidità, nel vedersi preso in giro in quel modo?
L’unica sua
pecca? Il fatto che, alla fine, si sia rivelato un DEFICIENTE.
Già, perché,
ammazza a destra e a sinistra per vendetta, per sua figlia. Poi sta per morire,
e, invece di pensare che finalmente l’avrebbe rivista, la fa tornare in vita,
quindi separandosi ulteriormente da lei... Va bene l’amore paterno, ma anche
meno eh.
Anche
perché, poi se la deve “giustamente” accollare Thor. Dopo che ha mozzato il
braccio alla sua migliore amica, ha quasi ucciso la sua fidanzata, tra poco
uccideva lui, però poi si deve prendere sua figlia, senza fiatare... Vabbè.
Altra cosa
che poteva essere sfruttata meglio, ma che alla fine l’hanno scafazzata (per i
non palermitani, l’hanno sprecata), è il personaggio di Jane Foster,
come Mighty Thor.
Perché?
Perché Mighty Thor sarebbe potuta essere una eroina perfetta, con la sua storia
da raccontare, come nei fumetti.
Invece
no!!
Morta
subita, sbam!!
E non mi
interessa che poi finisce nel Valhalla (nonostante non sia una dea), MI
AVETE FATTO FUORI UN PERSONAGGIO COI CONTROFIOCCHI E DALLE GRANDI POTENZIALITÀ
MANNAGGIA A VOI!!!
Una cosa che
ho molto apprezzato, invece, è stata la sequenza di Omnipotence City, e
in particolare quella con il Zeus di Russell Crowe.
Non per la
scena comica in sé, ma per come hanno reso magistralmente il personaggio di
Zeus.
E, da un
appassionato di mitologia greca, vi assicuro che è stato centrato in pieno.
L’immagine
di un Zeus arrogante, superbo, che pensa solo al sesso, fregandosene di tutto
quello che è intorno a lui, tranne quando si vede messo in discussione, è ESATTAMENTE
quella che ci si aspetterebbe di vedere.
Un pallone
gonfiato... che alla fine diventa una ciambella.
Per le scene
post-credit, invece...
Bella l’idea
di introdurre il personaggio di Ercole...
MA UNA
CON LOKI ERA TANTO DA CHIEDERE???
In conclusione: carino, non wow, grazie Tessa Thompson per essere una dea scesa in Terra.
E voi, che ne pensate? Vi è piaciuto? Fatemelo sapere qui sotto nei commenti, e alla prossima!!







