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giovedì 1 dicembre 2022

Biancaneve & I Sette Nani: Recensione

 



˂˂ Specchio, servo delle mie brame,

chi è la più bella del reame? ˃˃


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Fu nel lontano 1937 (*1938, in Italia) che, nelle sale cinematografiche, uscì il film che avrebbe per sempre rivoluzionato la storia, non solo dell’animazione, ma del cinema stesso.

Stiamo ovviamente parlando di “Biancaneve e i 7 Nani” della Walt Disney Company, il primissimo classico Disney.

Fu proprio dall’azzardo di creare questo primo film d’animazione, che non fosse un semplice corto con gag comiche, ma una vera e propria storia, con momenti di drammaticità uniti a quelli di comicità, dove i grandi momenti di pathos e di intense emozioni si mescolano a quelli di risate e di divertimento, che il grande impero disneyano poté fondare le sue basi (oltre che sul personaggio di Topolino, certo).

 


Tratto dall'omonima fiaba dei fratelli Grimm, la storia (come penso tutti quanti sappiamo) narra la storia di una principessa, Biancaneve, chiamata così per la sua peculiarità di avere la pelle bianca come la neve. E della sua matrigna, la Regina, talmente invidiosa della sua bellezza, che desiderava vederla morta, per tornare ad essere lei stessa “la più bella del reame”.

Si affida a un cacciatore, questo la risparmia, lei fugge nel bosco... e il resto lo sappiamo.

 

Ma... vogliamo parlare un po’ di lei?




Primissima principessa Disney, è colei su cui tutte le altre giovani ingenue trovano le basi per essere costruite.

Biancaneve è una ragazza innocente, sempre con un sorriso sulle labbra, che vede sempre il lato positivo della vita, anche di fronte alle avversità.

Cosa che, per carità, ammirevole e da prendere ad esempio, però...

 

Figlia mia, un po’ di furbizia in più non sarebbe stata male eh...



Tanto per cominciare, mi spieghi perché, oh principessa, non ti ribelli quando la tua matrigna ti relega a ruolo di misera sguattera? Boh, forse ti piacciono le pulizie?

 

Poi, ti metti a cantare ad un pozzo che vuoi essere trovata da un principe. Questo arriva. E tu, giustamente, che fai? Ti ci metti a parlare, cerchi di conoscerlo? No, scappi, e gli mandi un piccione (a cacargli in testa, forse, penso).

 

Anche qua, miss genio.

 

Poi, dopo essere scappata, ti affidi a degli animaletti (che non conosci, che hai accarezzato senza nemmeno sapere se avessero la rabbia, e che per quanto tu possa sapere magari ti stavano conducendo dritta verso un burrone), per trovare un rifugio sicuro, che si manifesta nella casetta dei sette nani.

 

Ora, vedi che non c’è nessuno? Non entrare. E, soprattutto, non ti mettere a fare la bella lavanderina... che, ti ricordo, NON È CASA TUA!!!



Non solo cretina, ma anche occupatrice abusiva.

 

E pure sfruttatrice di animali. Perché, di fondo tu passi solo la scopa, tutto il lavoro sporco lo fanno gli animali.

 

Inoltre, vedi che i nani ti dicono di non aprire a nessuno, perché la Regina è una strega e ti può ingannare? NON APRIRE A NESSUNO!!!

 

Perché, sorpresa... POI TI RITROVI LA STREGA A BUSSARE ALLA PORTA.

 

Ma, la cosa più inspiegabile, è una: COME HAI FATTO A FARTI TENTARE DA UNA MELA?!?

 

Io potevo capire se la “gentile e buona” (ma gentile e buona chi esattamente?) vecchietta ti avesse offerto una pizza... un tiramisù... un piatto di lasagne... delle patatine fritte... MA UNA MELA?!?

 

Io ti avrei lasciato lì, a marcire, altro che principe che ti bacia e vissero per sempre felici e contenti... UNA MELA!!!




E che dire della nostra cara e bella antagonista...




Matriarca dei Cattivi Disney, per fortuna tu non poni le basi per niente, altrimenti avremmo avuto una banda di stupidi come cattivi e non ci sarebbe stato tanto gusto.

 

La Regina Cattiva (il cui vero nome è Grimilde), è una donna bella ed elegante (tranne per quella cuffia, che, veramente, orribile, vestiti meglio), che governa con indifferenza il suo regno perché a lei interessa solo il centro estetico, e che ogni mattina si rivolge ad uno specchio magico per “risolvere” le sue insicurezze più profonde.

 

Quando scopre che la figliastra è più bella di lei, decide la prima cosa che “ogni persona sana di mente” farebbe: l’omicidio.


Ma dato che non le hanno spiegato che “chi fa da sé fa per tre”, si affida ad un cacciatore, che prontamente la prende per il culo portandole il cuore di un cinghiale.

 

E te lo deve dire lo specchio, ORE E ORE DOPO, che QUELLO NON È UN CUORE UMANO?




Per fortuna, le si accende una lampadina in testa e decide di affrontare la questione personalmente.

 

Come? Con la famosissima mela avvelenata.

 

E, siccome non può andarla a trovare così com’è, decide di preparare un filtro magico per rendersi una vecchia più brutta della Maga Magò.





Ma a sto punto non potevi renderti più bella e la finivamo qua?

 

... Che poi, ma una contro-pozione per ritornare bella, esisteva?




Poi però anche lei si dimostra cretina come la figliastra, e dopo aver preparato tutto si ferma perché: “e se ci fosse un antidoto?”

 

E CI PENSI ADESSO?!?

 

Infine, ciliegina sulla torta, dopo aver trionfalmente urlato “E ORA LA PIÙ BELLA SONO IO!!!” (e invece resti un cesso), scappa perché inseguita dai nani... e si ritrova in cima a un dirupo.

 

E che fa? Cerca di schiacciare i nani con un grosso masso.


... Mettendosi sul bordo.

 

GRAZIE CHE POI CADI NEL VUOTO, MA TI PUOI METTERE IN UNA POSIZIONE CHE PURE CON UN SOFFIO DI VENTO SARESTI CADUTA NEL VUOTO?!? MA CHE CATTIVA SEI?!?

 

Io tifo sempre per i cattivi, ma in questo caso morte ben più che meritata...

 




Menomale che ci sono i 7 nani a dare un po’ di intelli-... ah no.

 

Già, perché pure loro non spiccano di materia grigia.




Grandi lavoratori, dalla mattina a sera sono intenti a lavorar canticchiando “eigh ho!” in delle miniere sperdute in mezzo alle montagne... che non si prendono nemmeno la briga di chiudere a chiave la loro casa.

 

Poi si sorprendono se trovano le luci accese... MA DAI!



E come scelgono di affrontare la situazione? Con le botte. Perché non c’è niente di più spaventoso di sette nanetti armati di bastone.

 

E chi scelgono per andare a controllare chi ammazzare? Cucciolo, quello muto... così se è in difficoltà può crepare.



Poi, L’INCOERENZA:

 

7N: “Non possiamo tenerla, la Regina potrebbe venire a cercarla.”

B: “Vi lavo le mutande.”

7N: “EVVIVA! RESTA QUA!!”

 

Vi ci vuole poco eh...


Praticamente gli unici geni del gruppo sono Brontolo, che dice le cose in faccia come stanno, e Pisolo che se ne frega e dorme... Il resto, incommentabili.



Che poi... ma solo a me a volte sembrano drogati? Ma che sniffano in quelle miniere? Sicuro solo polvere di terriccio?

 



[Ovviamente, si scherza, è un film soprattutto per bambini, quindi ci sta che le cose devono essere semplici. Però....]


In conclusione, per quanto i personaggi, come abbiamo visto, il cervello non sanno cosa sia, il film non si può dire che non sia un CAPOLAVORO.

 

Dalle musiche, alle ambientazioni, all’animazione... è un tumulto di sensazioni, di emozioni, stratosferiche.

In particolare, penso che quella che mi ha colpito di più è sempre stata (oltre quella della trasformazione da bella a vecchietta) quella della foresta, con Biancaneve che scappa terrorizzata dal cacciatore.

 

Gli alberi che prendono vita con gli occhi minacciosi, i tronchi che si trasformano in coccodrilli... tutto assume un tono cupo. Riesci a percepire l’inquietudine della principessa, che si ritrova spaesata, in cui tutto quello che pensava essere in un determinato modo non lo è più, in cui tutto sembrava volerti farti del male.


Questo perché, pur basandosi ZERO sulla logica, la storia intige, invece, moltissimo sulle emozioni.

Ciò significa che non ci fa vedere ciò che pensiamo potrebbe razionalmente accadere, bensì ciò che speriamo possa succedere.


Esempio lampante di ciò è la scena del lieto fine, Biancaneve che si risveglia con il bacio del vero amore.


Ha senso? No.

Da dove viene fuori il principe? 

Come fa a essere il suo "vero amore" se si sono visti una volta sola?


Tuttavia, è quello che speravamo succedesse.

Specialmente, dopo quella scena STRAZIANTE della veglia funebre dei nani.


(e se piange pure Brontolo, si piange punto e basta.)

 

Come ogni classico Disney, infine, anche questo cerca di dare una morale, un insegnamento, sia ai più piccoli ma anche ai più grandi: non solo di non fidarsi mai degli sconosciuti (e di non farsi tentare DA UNA MELA!!!), ma soprattutto di non perdere mai la speranza; non importa quanto la vita possa essere dura o remarti contro, tutto può essere superato, tutto si può risolvere, se non ti fai abbattere, se troverai sempre un motivo per sorridere, per sognare.


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