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giovedì 30 dicembre 2021

"SPIDER-MAN NO WAY HOME" RECENSIONE PT.2 (CON SPOILER)

 



OMG!!!!!



Non esagero quando dico che non ci sono parole per descrivere la magnificenza di questo film. Se avevamo alte aspettative riguardanti No Way Home, penso che noi tutti possiamo ritenerci ben più che soddisfatti nel constatare che, non solo tali alte aspettative sono state sostenute, ma perfino superate: dai colpi di scena, all’evoluzione dei personaggi, fino all’enorme impatto emotivo che ci accompagna per tutta la durata del film, possiamo certo affermare che “Spider-Man No Way Home” si conferma come uno dei migliori film mai realizzati, non solo per quanto riguarda i film di Spider-Man, ma di tutta la Marvel!


Ma entriamo nel dettaglio e andiamo per ordine. ATTENZIONE SPOILER quindi..se non avete ancora visto il film non andate avanti.


Siete ancora qua? Perfetto, cominciamo allora!




Il film inizia esattamente come era finito “Far From Home”: Mysterio, un attimo prima di morire, incastra Spider-Man per omicidio, dipingendolo come il responsabile della sua morte.


Tutto ciò attraverso un video-illusione, creato da Mysterio stesso, mandato in onda da JJ Jameson, interpretato nuovamente da JK Simmons, sul telegiornale del Daily Bugle. Chi, per chi come me è cresciuto con la trilogia di Raimi, non ha accennato almeno un piccolo sorriso nel veder ritornare in scena questo burbero e iconico personaggio, con un nuovo taglio di capelli (e compa’, menomale che avevi detto che ti fidavi del tuo barbiere), ma sempre pronto a diffamare Spider-Man in ogni modo possibile.


Ma non è tutto. Oltre che incastrarlo per omicidio (come se fosse già poco di suo in effetti), Mysterio decide di rovinare per bene la vita del nostro giovane eroe, con una mossa meschina, che determinerà tutto il film da quel momento in poi: con un colpo di grazia prima di morire, decide infatti di vendicarsi per bene e smaschera la vera identità di Spider-Man davanti a tutto il mondo. Adesso tutti quanti sanno che Peter Parker è Spider-Man.


Questo comporterà ovviamente non pochi problemi al nostro protagonista. Non solo a livello legale, con le accuse rivolte contro Spider-Man che saranno fortunatamente ritirate grazie all’aiuto dell’avvocato Matt Murdock (e sì, per chi se lo stesse domandando, quel Matt Murdock, il Matt Murdock Daredevil, interpretato da Charlie Cox, proprio lui... grazie per l’easter egg mamma Marvel <3)

... Ma anche a livello interpersonale. Tra tutti, la lettera di ammissione alla MIT, che verrà rifiutata non solo per Peter stesso, ma anche per i suoi amici, MJ e Ned, in quanto, seppur non coinvolti in prima persona, risentono anche loro dei problemi causati da Mysterio.... Insomma, spero che all’inferno almeno stia gioendo di gioia, perché qua la situazione è messa proprio male eh.



A proposito di MJ, una chicca di cui sicuramente vi sarete accorti è che, durante la scena dell’interrogatorio, viene rivelato il nome completo del personaggio interpretato da Zendaya: ebbene, il nome completo della ragazza è Michelle Jones Watson!... Vi ricorda qualcosa?

Potrebbe benissimo trattarsi di un semplice riferimento e nulla più, ma con l’avvento del Multiverso questo farebbe benissimo portare a pensare che la ragazza sia una variante di Mary Jane Watson, storica fidanzata di Spider-Man nei fumetti, seppur ben più nota per essere presente nella trilogia di Raimi. Anche se le somiglianze con la MJ di Kirsten Dunst sono minime all’apparenza, la MJ di Zendaya si presenta come bella e sarcastica, una donna forte che non ha paura di combattere per ciò in cui crede e che sarebbe disposta a tutto pur di proteggere le persone che ama. Caratteristiche che la rendono più affine a Mary Jane di quanto si possa immaginare a primo sguardo, anzi, oserei dire che è la migliore versione di MJ finora a noi conosciuta. Mi dispiace per i razzisti là fuori che non saranno d’accordo, ma questa è la verità dei fatti. Deal with it.



Ad ogni modo, Peter comincia a sentirsi così sopraffatto dai sensi di colpa, sentendosi responsabile per aver “rovinato” la vita delle persone a lui care (anche qui, “grazie” Mysterio per gli ulteriori complessi psicologici dati al ragazzo,  già ne aveva pochi quindi perché non dargliene altri in effetti...) ragion per cui (*rullo di tamburi*) decide di recarsi al Sanctum Sanctorum per chiedere aiuto a Dr. Strange (anzi, a Stephen, pardon), il quale, nonostante gli avvertimenti di Wong di non farlo per le terribili conseguenze che potrebbe avere (ascoltarlo no, evvè?), decide di lanciare (*altro rullo di tamburi*) un incantesimo di memoria, affinché tutti coloro che sanno che Peter Parker è Spider-Man possano dimenticarlo. L’idea in sé poteva anche essere sensata.... Se non fosse che Strange manda tutto all’aria perché “distratto” dalle continue richieste di modifica dell’incantesimo da parte di Peter, provocando così un effetto diverso da quello desiderato, riuscendo però a contenerlo prima della riuscita totale dell’incantesimo. Almeno questo sei riuscito a evitarlo per lo meno.



Ora, o sommo stregone, conoscitore di incantesimi di un certo livello nonché ex portatore della gemma del tempo... ma è mai possibile che ti fai distrarre da un ragazzino che parla in continuazione??? Ma davvero dici??? Basta davvero così poco a farti distrarre??? No perché a sto punto menomale che Thanos non era un gran chiacchierone, sennò saremmo tutti ancora in polvere. Come se non bastasse, egli inveisce tutto arraggiatu (per i non siciliani arraggiatu ovvero arrabbiato,Violentemente irritato, adirato, infuriato che dir si voglia xD) contro Peter per aver compromesso l’incantesimo e lo caccia via, dopo aver saputo che il ragazzo non aveva nemmeno provato a contattare il MIT prima di richiedere l’incantesimo. E va bene che Peter non ha fatto una mossa prima intelligentissima, te lo concedo, però prendertela con lui per un incantesimo che hai rovinato TU perché distratto dal suo continuo parlare, quando potevi semplicemente ignorare le sue richieste e basta? N’anticchia esagerato, non trovi? Ma vabbè, contento tu...



Ed è qui che le cose cominciano a farsi interessanti. Perché vediamo immediatamente gli effetti dell’incantesimo appena lanciato dal Dr. Strange: invece che fare dimenticare a tutti che Peter Parker è Spider-Man, tutti coloro che nel Multiverso sanno che Peter Parker è Spider-Man vengono attirati verso il loro universo, ad effetto calamita praticamente. Ragion per cui, vediamo così sbucare dal nulla rivali storici dell’Uomo Ragno, quali Il Doctor Octopus, Il Green Goblin, Sandman, Lizard ed Electro. Tutti provenienti da universi diversi, e non penso che ci sia bisogno di specificare da quali. Prova di questo la abbiamo di fronte alla reazione del Doctor Octopus in seguito al suo scontro contro Spider-Man, quando, dopo avergli tolto la maschera, resta sbigottito e confuso, non riconoscendo nell’avversario il Peter Parker che lui conosce.



Certamente, si doveva pur trovare una ragione per spiegare la presenza di tali personaggi, che con il loro ritorno ci ha dato sicuramente molto più che piacere, e gli scleri in sala, quando l’ho visto, possono confermare ciò. A chi non è venuta la pelle d’oca al sentire quel “ciao, Peter!” con quel tono amichevole e inquietante allo stesso tempo del Doctor Octopus, o al sentire l’iconica risata del Green Goblin? A me sì di certo.



Tuttavia, dobbiamo far fronte ad un piccolo errore di trama che tale scelta nello spiegare tali ritorni ha avuto come effetto collaterale. E, in particolare, ci focalizziamo sulla presenza di Electro. Infatti, come spero molti di voi ricordino, il personaggio non hai mai saputo, nel corso di “The Amazing Spider-Man 2”, chi si celasse dietro la maschera del ragno, nemmeno sul punto di morte. In più, più avanti nel film, sarà lui stesso a confermare di non sapere che Peter Parker fosse Spider-Man, arrivando a dire che pensava bensì che Spider-Man fosse nero (una molto più che ovvia citazione allo Spider-Man di Miles Morales). Come si spiega la sua presenza nel film dunque? Non ci è dato saperlo. Nonostante ciò, è un piccolo errore che senza alcun dubbio ci viene fatto dimenticare dalla grande gioia di rivedere Jamie Foxx nelle vesti del cattivo elettrico.



Di fronte a tale minaccia, Strange ordina a Peter e ai suoi amici di catturare tutti i cattivi, spedirli nelle celle apposite costruite al Sancto Sanctorum, così da poterli rimandare a casa e affrontare il loro destino, ovvero quello di morire combattendo Spider-Man.



E no, non parte la musica di Ghostbusters in sottofondo purtroppo. Sarebbe stato figo, ma per ovvi problemi di copyright si sono astenuti dal farlo.




Comunque, inizialmente concorde con la decisione di Strange, Peter comincia a metterla però in discussione, domandosi se fosse giusto rispedire tutti indietro se tale scelta comporta la loro morte. Questo grazie anche a zia May, che, non solo propone a Peter tali alternative, ma, non appena il nipote cerca di lavarsene le mani con un “non è una mia responsabilità” (ah no?), prende in mano la situazione, con tanto di ramanzina a suon di “da grandi poteri derivano grandi responsabilità”. Questa citazione non è stata presa a caso, infatti, come nel corso del film potremo costatare, zia May sostituisce a tutti gli effetti il ruolo del marito, zio Ben, in quanto sarà lei a fare scaturire in Peter Parker la scintilla che lo porterà a maturare, non solo come supereroe ma anche e soprattutto come persona. Saranno le sue parole e i suoi fondamentali insegnamenti che, alla fine, porteranno Peter a prendere da quel momento in poi le decisioni più importanti e determinati a livello di trama.



Una di queste prime decisioni si riscontra con la decisione di voler aiutare i cattivi a “guarire”, a fare tutto il possibile prima di farli ritornare nel loro universo, così da poter evitare il loro destino di morte. Questo va in linea con l’etica che ha da sempre contraddistinto il personaggio di Peter Parker, un animo buono disposto a fare perfino l’impossibile pur di aiutare quante più persone possibili, anche se queste persone dovessero essere dei criminali o dei super cattivi.




Questo ovviamente comporta una faida con Strange, che è deciso nel non volersi intromettere nel destino tracciato per tali super cattivi. Ciò porta dunque a una battaglia tra Spider-Man e Dr. Strange, con quest’ultimo che utilizza il massimo delle proprie forze magiche al fine di recuperare la scatole contenente l’incantesimo, rubatagli da Peter così da poterlo fermare, arrivando addirittura al punto di spostare tale lotta nella Dimensione Specchio, dimensione che Strange stesso controlla, in un tentativo disperato di avere la meglio sul ragno. 


Tuttavia, dato che comunque il protagonista del film è lui, Spider-Man riesce ad avere la meglio sul dottore, e a lasciare indenne e con la scatola ancora sotto mano la dimensione specchio. Come? Non chissà quale strategia, né con chissà quali mossi acrobatiche. No. Spider-Man riesce ad avere la meglio sul Dr. Strange grazie alla.... tenetevi pronti.... geometria!!! Sì, avete capito bene. Per quanto banale possa sembrare, il nostro eroe riesce a, non solo a sconfiggere, ma anche ad intrappolare un potente stregone, studiando e sfruttando delle forme geometriche.... A me pari ‘na fesseria sinceramente, ma vabbè.




Adesso che Strange è fuori gioco, Peter si mette subito a lavoro, anche grazie all’aiuto offertogli da Norman Osborn, riuscendo quasi immediatamente a trovare una soluzione per Doctor Octopus, costruendogli un nuovo chip inibitore che possa garantirgli il controllo sulle proprie braccia meccaniche. E tale soluzione risulta, con grande stupore, assolutamente efficiente. Proprio quando la situazione sembrava svolgersi tutto per il verso giusto, il Goblin prende il sopravvento su Norman Osborn, incitando gli altri cattivi alla fuga. 


Come se non bastasse, Il Goblin decide di torturare psicologicamente il giovane eroe, prendendosi beffe di lui e del suo volerli aiutare; e nel tentativo di “volergli dare una lezione”,..BIG SPOILER N° 1 .. ferisce mortalmente zia May, prima di darsi anche lui alla fuga. Così, zia May muore tra le braccia di Peter, il quale resta completamente devastato, ritrovandosi solo e in preda ai sensi di colpa.


E PENSO CHE QUA ABBIAMO PIANTO TUTTI



Ma, per quanto straziante e dolorosa la scena della morte di zia May possa apparirci, tale scena si rivelerà fondamentale per la crescita di Peter Parker.
Che cos’è che aveva differenziato lo Spider-Man di Tom Holland dalle altre versioni a lui precedenti dopotutto? Il suo essere più “avvantaggiato”, il non aver conosciuto il dolore (tranne che per la morte di zio Ben, la quale però non ci è mai stata mostrata) e la sua spensieratezza giovanile, aiutata dal fatto che in un modo o nell’altro è sempre stato aiutato. Basti pensare all’importanza che ha rivestito la figura di Tony Stark, alias Iron Man, come suo mentore, per fare un esempio. Adesso le cose cambiano. Con la morte di zia May, Peter si ritrova non soltanto costretto ad affrontare la situazione da solo per la prima volta, senza alcun tipo di aiuto, ma anche a conoscere il dolore, seppur in parte già provato durante “Far From Home” con la morte di Iron Man. Ora però si intensifica. Peter arriva finalmente a provare quello straziante dolore che da sempre ha caratterizzato ogni versione di Spider-Man esistente al mondo. Spider-Man non è Spider-Man se non conosce il dolore. E, adesso che la versione di Tom Holland è entrata a contatto con esso, egli si avvicina sempre di più a capire cosa significhi veramente essere Spider-Man.



Ma, adesso che Peter Parker è solo, come farà ad affrontare non uno, ma ben 4 cattivi in fuga? Un’impresa difficile per un ragazzino che non ha mai dovuto affrontare malvagi di tale portata contando esclusivamente sulle proprie forze, per di più contemporaneamente. Se a ciò si aggiunge inoltre lo stato emotivo in cui il protagonista si trova in seguito alla tragedia appena vissuta, ci verrebbe da pensare che questa potrebbe definitivamente essere la fine di Spider-Man.


Ed è qui che entrano in gioco due scene fenomenali, due scene fatte di patos e di sclero allo stato puro. 

E penso che, per chi ha già capito di quali scene sto parlando, sta ancora sclerando di brutto come me.


Mentre tutto sembrava perduto, con MJ e Ned che non riescono più a trovare Peter, dandolo per disperso, d’un tratto, grazie a un anello che precedentemente aveva “preso in prestito” da Strange, Ned apre due portali nel tentativo di rintracciare Peter Parker. L’operazione riesce nel suo intento, ma invece di invocare il Peter Parker del loro universo, invoca altre due versioni provenienti da universi diversi. In un modo che nessuno di noi avrebbe mai ipotizzato, ecco che il momento che stavamo aspettando di più dall’inizio del film ci viene finalmente mostrato. Ci ritroviamo così con grandissima gioia ed emozioni a rivedere, e a salutare.... BIG SPOILER NUMBER 2.... come se fossero dei vecchi amici, gli Spider-Man di 

ANDREW GARFIELD!!!


 

....e TOBEY MAGUIRE!!!



URRÀ!!! SIA LODE ALL'EROE TRIONFATORE!!



Le scene che ne conseguono sono assolutamente spettacolari, con i 3 Spider-Man che si riuniscono e fanno gioco di squadra nel trovare delle cure per i vari antagonisti, per poi affrontarli nell’intento di somministrare loro tali cure. Il tutto con un susseguirsi di citazioni alle precedenti opere che hanno visti i 3 Spider-Man come protagonisti, come se stessimo sfogliando un album di fotografie del passato, emozionandoci ad ogni ricordo che riusciamo a cogliere e a riconoscere. 


Tra tutti, sicuramente non manca uno in particolare riconducibile ai film di Andrew Garfield, con la MJ di Zendaya che, dopo essere caduta nel vuoto in seguito ad un’esplosione, viene salvata in extremis PROPRIO DALLO SPIDER-MAN DI GARFIELD, in un atto di riscatto dopo l’esito tragico che, nel suo universo, era stato costretto ad affrontare con la sua ragazza, Gwen Stacy, morta in seguito ad essere scaraventata nel vuoto dal Goblin di Dane DeHaan.




PS: e giusto per aggiungere più scleri... HANNO PURE RESO IL MEME REALTÀ!!!!




L’amicizia che fin da subito si instaura fra i 3 Peter è FANTASTICA, con in tre che si ritrovano a condividere aneddoti sul proprio passato, sulle proprie esperienze tragiche e sulle proprie imprese da supereroi, sostenendosi e complimentandosi a vicenda, uniti dalla consapevolezza di cosa essere Spider-Man per loro comporti.


Uno di questi momenti è sicuramente verso la fine, quando lo Spider-Man di Tom Holland si ritrova ad attaccare brutalmente Il Goblin di Dafoe, volendolo uccidere per vendicarsi della morte di zia May. Proprio mentre si appresta a dare il colpo di grazia, però, interviene lo Spider-Man di Tobey Maguire, che blocca il colpo, impedendogli di fare qualcosa di cui si sarebbe pentito, e di sprofondare nell’oscurità che il desiderio di vendetta aveva spinto i suoi predecessori, in seguito alla morte rispettivamente di zio Ben e di Gwen, e che aveva finito per consumarli quasi totalmente. Bensì, lo spinge a somministrargli la cura, trovandoci di fronte un Norman Osborn, che, finalmente liberatosi dalla personalità del Goblin, si ritrova visivamente pentito di ciò che ha fatto.



In quel momento però, l’attenzione viene spostata su Dr. Strange, nel frattempo liberatosi dalla Dimensione Specchio grazie a Ned, che si ritrova in difficoltà a contenere le barriere che fino a quel momento aveva impedito l’abbattersi di altri universi, con delle crepe nel cielo sotto forma di nube viola che preannunciano l’arrivo di altre minacce. Tra queste, i fan più accaniti di Spider-Man possono facilmente riconoscere Rhino e Scorpion.


Per risolvere la situazione, Peter chiede a Strange di correggere l’incantesimo, rispendendo gli Spider-Man e i cattivi nei loro universi, ma, cosa ancora più fondamentale, facendo dimenticare a tutti l’esistenza di Peter Parker. In un momento tragico e carico di patos in cui Dr. Strange si adopera per concludere l’incantesimo (e qua possiamo ricominciare a piangere), si può costatare che la crescita di Peter Parker si è conclusa.


Decidendo di sacrificarsi per il bene comune, Peter capisce e accetta le responsabilità che l’essere Spider-Man consegue, e, di fronte al bivio tra l’essere Peter Parker e l’essere Spider-Man egli sceglie di essere quest’ultimo, perché coscienzioso che il mondo ha più bisogno dell’eroe mascherato piuttosto che dell’uomo sotto la maschera. Ne è una prova il fatto che, una volta compiuto l’incantesimo, Peter, nonostante in un primo momento vada alla ricerca dei suoi amici per spiegare loro la verità e ritornare nelle loro vite, decide alla fine di non farlo, vedendo quanto essi siano felici, e non volendoli mettere  nuovamente in pericolo. E, seppur affranto col cuore spezzato, Peter sa in cuor suo che è giusto così, e promette dinanzi alla tomba di sua zia di andare avanti, di continuare a essere Spider-Man e di continuare la sua missione da supereroe, con tanto di costume nuovo, fatto a mano da lui stesso.


Finalmente, dopo un lungo viaggio durato ben 3 film, ci ritroviamo a dire addio allo Spider-Man giovane e senza esperienza di “Homecoming”, e a vederlo sostituire da uno cresciuto, responsabile e con esperienza.

Finalmente, possiamo affermare che la leggenda di Spider-Man è ufficialmente nata.

Adesso, lo Spider-Man di Tom Holland è finalmente Spider-Man.

E questo è quanto..




Menzione speciale alla scena dopo i titoli di coda, che vede brevemente come protagonisti l’Eddie Brock di Tom Hardy e Venom, prima di essere rispediti nel loro universo nativo come conseguenza dell’incantesimo del Dr. Strange, lasciandosi inaspettatamente dietro però parte del simbionte. Che sia un preannuncio della presenza di Venom nel MCU? Non ci resta che aspettare il nuovo film di Venom, prossimamente in uscita, o il 4 film di Spider-Man, recentemente confermato dalla Marvel.



 

Se siete arrivati fino a qui vi ringrazio, cosa ne pensate voi? Quanto avete sclerato, pianto, poi sclerato di nuovo, alla fine del film? Fatemi sapere, lasciate un commento, e alla prossima!!!

martedì 28 dicembre 2021

"SPIDER-MAN NO WAY HOME" RECENSIONE PT. 1 (NO SPOILER)

 


Finalmente ci siamo.

Abbiamo dovuto aspettare un anno, ma, tra enormi hype e tanta, tantissima, attesa, finalmente possiamo dirlo, il film più atteso dell’anno è qui: ”Spider-Man No Way Home” è arrivato nelle sale cinematografiche!!! 


.... Sapete, non rimanevo così, senza fiato, da quando un pezzo di mussaka mi è rimasto in gola, eh???



Ma partiamo dalle basi ..

“Spider-Man No Way Home” è un film del 2021, diretto da Jon Watts, co-prodotto da Columbia Pictures e Marvel Studios, e distribuito da Sony Pictures. Fa parte della “fase 4” del MCU, e  ha come protagonista Peter Parker, aka Spider-Man (il nostro amabile Tom Holland), che, da quando Mysterio nella scena post-credit di “Far From Home” rivela la sua identità al mondo, si trova in difficoltà nel separare la sua vita “normale” dalla sua vita da supereroe, e pertanto decide di rivolgersi a Dr. Strange (interpretato da Benedict Cumberbatch) affinché egli possa lanciare un incantesimo che faccia in modo che tutti dimentichino che Peter Parker è Spider-Man. Quando tale incantesimo non dà i frutti sperati, tuttavia, Peter si ritroverà costretto ad affrontare vari cattivi provenienti da universi diversi (😮😮), cosa che lo porterà a scoprire cosa significa veramente essere Spider-Man.


 Questo in sintesi.

Se lo avete visto immagino stiate ANCORA sclerando come me, se non l'vete visto MUOVETEVI!!!

 

Ma se c’è una cosa che ha caratterizzato l’attesa del film è stata senz’altro l’enorme hype che si è venuto a creare nei mesi successivi dall’inizio delle riprese, fino all’ultimo giorno d’attesa. Ma da cosa è nato tutto questo hype?


Tutto è iniziato il 1 ottobre 2020, quando fu annunciata la presenza di Jamie Foxx, che avrebbe ripreso il ruolo di Electro, antagonista del film “The Amazing Spider-Man 2: Il Potere di Electro” (uscito nelle sale nel 2014, sotto la regia di Marc Webb). In seguito, l’8 dicembre venne annunciata la presenza di Alfred Molina nel ruolo di Dr. Octopus, che aveva precedentemente interpretato per la trilogia di Raimi, al quale si aggiunse, come annunciato il 14 dicembre, Willem Dafoe, che riprese ruolo del Green Goblin, anche lui preso dalla trilogia di Raimi.... Insomma, penso che abbiate chiaro dove voglio andare a parare.


Il ritorno dei cattivi delle vecchie incarnazioni dell’Uomo-Ragno sul grande schermo, ha posto tutti quanti noi di fronte a una grande domanda, piena di speranza: assisteremo anche al ritorno degli Spiderman di Tobey Maguire e di Andrew Garfield?


Non ci è dato saperlo. La produzione non ha menzionato nulla su tale argomento, e né il cast né i due diretti interessati hanno spifferato nulla a riguardo... nemmeno Tom Holland, sebbene la sua reputazione da spoileratore seriale, ha pronunciato parola a tale riguardo, per nostra grande sfortuna (Tom, dì la verità, quanto ti hanno pagato per non dire niente???). 


Allo stesso tempo però, l’uscita dei vari trailer lasciava sempre e sempre più “indizi da scoprire” riguardante la loro presenza o non presenza, lasciandoci col dubbio fin proprio alla fine. Insomma, era chiaro che c’era un solo modo per saperlo: andare in sala e accettarsene personalmente.


Non che ci fosse bisogno di una scusa per andare a vedere il film di Spider-Man, visto quanto il personaggio, anche grazie all’interpretazione del nostro caro Tom Holland, è amato e apprezzato dal pubblico, fin dalla sua prima apparizione in “Captain America: Civil War” nel 2016. Ma, ammettiamolo, a chi non è venuto subito voglia di andare al cinema quando anche solo si potesse vagamente ipotizzare che la pellicola avrebbe potuto designare il ritorno di Tobey Maguire e Andrew Garfield nel ruolo di Spider-Man? Personalmente, è stato un bonus che ha fatto accrescere la mia già grande curiosità nei confronti del film, restando con l’ansia di scoprire se tale ipotesi fosse vera o se ci avessero tirato un prank colossale. La risposta? A voi scoprirlo.


Nonostante questo però, “Spider-Man No Way Home” si conferma un film degno di essere visto. Non solo la critica lo ha esaltato con dei voti oscillanti tra il 9 e il 10, ma rappresenta anche una perfetta conclusione per la trilogia di “Homecoming”. 


Le atmosfere si fanno più pesanti, seppur mantenendo in parte l’allegria e la spensieratezza giovanile che hanno contraddistinto lo Spider-Man del MCU. Attraverso questo film vediamo Peter Parker continuare la sua evoluzione, già in parte iniziata con “Far From Home”, da un ragazzino, eccitato e con la voglia di diventare un Avenger a tutti i costi per dimostrare sé stesso, a un uomo, che deve fare i conti con la responsabilità che l’essere un eroe comporta e venire incontro al prezzo da pagare per fare la cosa giusta per il bene comune.


Una storia di transizione, che sicuramente delinea quella che per me è una delle migliori trilogie sui supereroi esistenti al mondo.





E voi, siete riusciti a vederlo? O lo dovete ancora vedere?? Fatemelo sapere qui sotto nei commenti, e alla prossima!!

INTRODUZIONE BLOG (THIS IS ME!!)

 

Ehilà!!! Io sono Filo, il vostro amichevole blogger di quartiere, molto lieto di fare la vostra conoscenza!!!


Sono un piccolo nerd da sempre praticamente, fin da piccolo e la mia più grande passione era guardare i classici Disney e i film su Spider-Man.

Crescendo, ho ampliato i miei orizzonti su molti più fandom, talmente tanti che ne ho perso il conto ormai XD.


Mi piace guardare film (i miei generi preferiti sono fantasy, avventura, fantascientifico, supereroistico, e musical) e serie TV (soprattutto soprannaturali e teen drama), e leggere saghe di libri fantasy (i miei preferiti sono Harry Potter e Percy Jackson). Adoro il mondo del cosplay e del doppiaggio, essendo io stesso un cosplayer, nonché aspirante attore o doppiatore.


Sul mio blog parlerò di tutto ciò che concerne il mondo “fandom”, libri, film e serie TV. Dalla Marvel, a Teen Wolf, da Shadowhunters, a Ritorno Al Futuro... Tutto ciò che è “fandom”, io mi divertirò a commentarlo e ad analizzarlo con voi e per voi!!


Nella speranza che possiate divertirvi,

vi do il benvenuto in “The Fandom Place”