Reduce dal
successo che la saga di videogiochi di casa Sony continua a riscontrare
fin dal primo capitolo del 2007, gli studios Hollywoodiani hanno ben deciso di
trasportare il prodotto in un film: è così che debutta “Uncharted”,
distribuito dalla Warner Bros nelle sale cinematografiche a partire dal 17
febbraio 2022.
Raffigurandosi
come un film d’azione e d’avventura basato molto sugli effetti speciali
eccessivi, il film tutto sommato si presenta come godibile, ricco di interazioni
e di colpi di scena che ti fanno restare attaccato alla poltrona per tutta la
sua durata.
Tuttavia, vi
sono due piccole (grandi) pecche, che mi sembra doveroso dover riportare:
La prima sta
sicuramente nella scelta dell’attore protagonista, Tom Holland. Per
quanto la scelta di fargli interpretare Nathan Drake possa essere stata
dovuta a un tentativo di avvicinare quanto più pubblico possibile grazie al
grande clamore riscontrato dai fan di tutto il mondo, in realtà questo si
configura come un grosso problema. Questo, benché vedere Tom sul grande schermo
sia sempre una grande gioia, perché risulta ancora troppo attaccato al
personaggio di Spider-Man.
Vedendo il
film, io non trovo un personaggio nuovo, da scoprire. Bensì, un Peter Parker,
adesso avventuriero. Tutto, dalle piccole interazioni al modo di pensare del
personaggio, fanno subito portare alla mente il personaggio di Peter. L’unica
differenza è il nome, e che è un barman cleptomane, col desiderio di
ricongiungersi col fratello scomparso. Per il resto, stesso umorismo, stessa
goffaggine... stesso Peter. Perfino lo stesso doppiatore (per quanto il
doppiaggio di Alex Polidori sia stato fenomenale come sempre). Più che
un film a sé stante, sembra più un episodio di “What If?”, in cui Nathan
Drake si configura come una variante di Peter Parker, che, però, non essendo
stato morso da un ragno radioattivo, si è dato all’avventura di grandi tesori
in giro per il mondo.
Altra pecca
risulta invece proprio la costruzione della pellicola stessa. Più che
un film infatti, sembra di stare all’interno di un videogioco. La trama
viene portata avanti dagli enigmi che i protagonisti devono risolvere,
creando un’atmosfera di caccia al tesoro basato su una costruzione di un
enorme puzzle, in cui ogni indizio risulta fondamentale per trovarne i pezzi
e poter così raggiungere la ricompensa finale, cioè il tesoro. L’unica cosa che
rende evidente che si tratti di un film è che non ci viene dato un joystick
davanti e che quindi non possiamo decidere noi le azioni del protagonista. Altrimenti
non noteremmo davvero nessuna differenza. Non vi sono impatti emotivi, non
vi è nemmeno nessun messaggio profondo da poter raccogliere. Niente. Nada.
Zero. Nasce tutto dallo scopo di trasportare una storia dal mondo del gioco
digitale al grande schermo. Una trasposizione che si concretizza solo a livello
di stile, perché per il resto non è cambiato assolutamente nulla.
Nonostante
tutto però, come già annunciato in precedenza, “Uncharted” risulta un buon
prodotto, che, pur non configurandosi come grande capolavoro cinematografico,
risulta vincente nel ruolo di promotore pubblicitario. Questo perché
cattura talmente tanto l’attenzione, ma soprattutto la curiosità, del pubblico,
che, per chi prima di aver visto il film, non conoscesse o non avesse mai
giocato al videogioco originale (come il sottoscritto), adesso avrà voglia di
giocarci, di approfondire quel mondo avventuristico, e di voler scoprire ogni
singolo segreto di Nathan e del suo compagno di avventura Sully Sullivan
(interpretato da Mark Wahlberg).
In sostanza:
bello, ma poteva dare di più. Un “più” che speriamo vivamente di poter ottenere
successivamente nel sequel. Non si sa ancora la data di uscita, né se
siano già iniziate le riprese del nuovo capitolo della storia. Tutto ciò che
sappiamo, o, meglio, che possiamo intuire, è che sarà concentrato sulla figura
del fratello scomparso di Nathan, Sam Drake, che, come vediamo nella
scena a metà dei titoli di coda, scopriamo essere ancora vivo, incarcerato, e
intento a scrivere una lettera per il fratello.
Cosa ci sarà
scritto in quella lettera? Che si tratti di un nuovo tesoro da scoprire? Beh,
si starà a vedere.
E voi,
che ne pensate? Vi è piaciuto, o vi ha deluso e vi aspettavate tutt’altro?
Fatemelo sapere qui sotto nei commenti, e alla prossima!



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