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venerdì 1 aprile 2022

"Uncharted": Spider-Man l'Avventuriero.

 



Reduce dal successo che la saga di videogiochi di casa Sony continua a riscontrare fin dal primo capitolo del 2007, gli studios Hollywoodiani hanno ben deciso di trasportare il prodotto in un film: è così che debutta “Uncharted”, distribuito dalla Warner Bros nelle sale cinematografiche a partire dal 17 febbraio 2022.

 

Raffigurandosi come un film d’azione e d’avventura basato molto sugli effetti speciali eccessivi, il film tutto sommato si presenta come godibile, ricco di interazioni e di colpi di scena che ti fanno restare attaccato alla poltrona per tutta la sua durata.

 

Tuttavia, vi sono due piccole (grandi) pecche, che mi sembra doveroso dover riportare:

 

La prima sta sicuramente nella scelta dell’attore protagonista, Tom Holland. Per quanto la scelta di fargli interpretare Nathan Drake possa essere stata dovuta a un tentativo di avvicinare quanto più pubblico possibile grazie al grande clamore riscontrato dai fan di tutto il mondo, in realtà questo si configura come un grosso problema. Questo, benché vedere Tom sul grande schermo sia sempre una grande gioia, perché risulta ancora troppo attaccato al personaggio di Spider-Man.


Vedendo il film, io non trovo un personaggio nuovo, da scoprire. Bensì, un Peter Parker, adesso avventuriero. Tutto, dalle piccole interazioni al modo di pensare del personaggio, fanno subito portare alla mente il personaggio di Peter. L’unica differenza è il nome, e che è un barman cleptomane, col desiderio di ricongiungersi col fratello scomparso. Per il resto, stesso umorismo, stessa goffaggine... stesso Peter. Perfino lo stesso doppiatore (per quanto il doppiaggio di Alex Polidori sia stato fenomenale come sempre). Più che un film a sé stante, sembra più un episodio di “What If?”, in cui Nathan Drake si configura come una variante di Peter Parker, che, però, non essendo stato morso da un ragno radioattivo, si è dato all’avventura di grandi tesori in giro per il mondo.

 


Altra pecca risulta invece proprio la costruzione della pellicola stessa. Più che un film infatti, sembra di stare all’interno di un videogioco. La trama viene portata avanti dagli enigmi che i protagonisti devono risolvere, creando un’atmosfera di caccia al tesoro basato su una costruzione di un enorme puzzle, in cui ogni indizio risulta fondamentale per trovarne i pezzi e poter così raggiungere la ricompensa finale, cioè il tesoro. L’unica cosa che rende evidente che si tratti di un film è che non ci viene dato un joystick davanti e che quindi non possiamo decidere noi le azioni del protagonista. Altrimenti non noteremmo davvero nessuna differenza. Non vi sono impatti emotivi, non vi è nemmeno nessun messaggio profondo da poter raccogliere. Niente. Nada. Zero. Nasce tutto dallo scopo di trasportare una storia dal mondo del gioco digitale al grande schermo. Una trasposizione che si concretizza solo a livello di stile, perché per il resto non è cambiato assolutamente nulla.

 

Nonostante tutto però, come già annunciato in precedenza, “Uncharted” risulta un buon prodotto, che, pur non configurandosi come grande capolavoro cinematografico, risulta vincente nel ruolo di promotore pubblicitario. Questo perché cattura talmente tanto l’attenzione, ma soprattutto la curiosità, del pubblico, che, per chi prima di aver visto il film, non conoscesse o non avesse mai giocato al videogioco originale (come il sottoscritto), adesso avrà voglia di giocarci, di approfondire quel mondo avventuristico, e di voler scoprire ogni singolo segreto di Nathan e del suo compagno di avventura Sully Sullivan (interpretato da Mark Wahlberg).

 

In sostanza: bello, ma poteva dare di più. Un “più” che speriamo vivamente di poter ottenere successivamente nel sequel. Non si sa ancora la data di uscita, né se siano già iniziate le riprese del nuovo capitolo della storia. Tutto ciò che sappiamo, o, meglio, che possiamo intuire, è che sarà concentrato sulla figura del fratello scomparso di Nathan, Sam Drake, che, come vediamo nella scena a metà dei titoli di coda, scopriamo essere ancora vivo, incarcerato, e intento a scrivere una lettera per il fratello.

Cosa ci sarà scritto in quella lettera? Che si tratti di un nuovo tesoro da scoprire? Beh, si starà a vedere.




E voi, che ne pensate? Vi è piaciuto, o vi ha deluso e vi aspettavate tutt’altro? Fatemelo sapere qui sotto nei commenti, e alla prossima!

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